A volte bisogna rallegrarsi della propria follia per essere contenti della propria saggezza

Il blog di Pasquale Raicaldo

IL POST FOTOGRAFICO

Gli occhi di Sara

Basta! Parlamento pulito

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Tag per i feed

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

Locations of visitors to this page

La freddura

Gesù alla Maddalena: "Bella, la Sardegna!"

La frase

Non so se l'erba campa e il cavallo cresce, ma bisogna avere fiducia

(mio cugino Fabio)

Archivio

Tag per l'archivio

oggi
maggio 2007
aprile 2007
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005


Heracleum blog & web tools
martedì, 08 maggio 2007

Fotografo, ergo pericoloso sum

Stiano attenti, gli aspiranti fotografi sull'isola d'Ischia. Perche' potranno essere bravi e spinti dallo spirito d'iniziativa e avventurarsi nei sentieri piu' nascosti della splendida isola verde, ma dovranno fare i conti con loro. Gli autoctoni. Che, quasi fossero cani da guardia addestrati all'uopo, sentono l'odore delle macchine fotografiche e, dalle loro ville semi (o senza il semi) abusive, escono con fare indagatorio. Ti guardano. E si chiedono, ti chiedono. L'idea che loschi individui si addentrino nell'Ischia nascosta con tanto di apparecchio, beh, non li manda in visibilio.

Ischia e' anche questa. Andiamo in giro a far fotografie, e la gente esce dalle case abusive, guardinga. Potresti star fotografando qualcosa che, chissa', ieri non c'era. E allora, meglio che giri alla larga. E se dai l'impressione di essere un turista, beh, allora meglio dirti che questa stradina e' una via cieca. Tu, che cieco non lo sei, intravedi l'impero del mattone deturpare il tuo paradiso. E loro, fare la guardia. Patetici.

E' anche questa Ischia. E mi dispiace.

 

 

Postato da: pasquallido a 21:50 | link | commenti (3) |
ciò che succede intorno a pas, le iniziative di pasquallido

mercoledì, 18 aprile 2007

Sacro e profano: chi l’ha detto che non si può?
 

La dicotomia tra sacro e profano è uno dei capisaldi della nostra società, ci hanno insegnato. Ma in tempi in cui la bussola, ahinoi, sembrano perderla un po’ tutti, può capitare l’irreparabile.
 Non che sia un perbenista, sia chiaro; né uno che storce il naso di fronte al dilagare imperante dell’immagine femminile sui muri delle nostre citta'. Però, ecco, signori miei: se il profano invade il sacro con puerile irriverenza e sulle pareti di una chiesa in ristrutturazione spunta, orgogliosamente malizioso, il primo piano di una notevole biondona, beh, forse stiamo un pochino esagerando. Una trovata commerciale rivolta al target degli uomini tra i 25 e i 50 anni, sempre più lontani dalle nostre chiese? Per carità …di Dio. Una gaffe? Probabilmente. Al mio occhio attento (e malizioso, of course), in giro per Roma, non e’ comunque sfuggito.
Evitino cortesemente, i miei gentili e pazienti lettori, di parlare di figa della madonna.

Postato da: pasquallido a 22:47 | link | commenti (3) |

venerdì, 13 aprile 2007

Sei mesi di lavoro, anche duro. E ti accorgi che hai meno tempo per te e gli altri. E per il blog, chiaramente. Un bel periodo, comunque. Contratto a progetto, of course. E allora, rieccoci qui. E il punto interrogativa che aleggia inquietante alle nostre spalle? Beh, facciamoci l'abitudine.

Non e' mica un problema, del resto, non poter pianificare la propria vita a 360 gradi? No, non lo e'. Ma non mi si venga a parlare dei problemi delle commesse e dei lavoratori stagionali, perchè se non arriva la gratificazione per chi studia, beh, allora nel sistema c'è qualcosa di piu' fondamentale che viene a mancare.

E allora: diritto delle aziende assumere a tempo determinato o a progetto. Pero c'e' qualcosa che non va quando viene meno, sul mercato, l'attenzione alla risorsa interna, proprio perche questa e' fisiologicamente volatile; e' allora che diventa maledettamente fallato il sistema.

C'e' qualcosa che non va quando una casa editrice che si chiama Zadig approfitta di un bando e di una borsa di studio finanziata da un ente esterno per promuovere uno stagista interno, dopo accurata selezione alla quale chi scrive e' malauguratamente (quanto casualmente) arrivato secondo.

Parentesi autobiografica chiusa. Avrei voluto scrivere, a fine anno, che delle 10 cose che chiedevo al 2006 (blog docet) una buona parte si e' realizzata. Mi sono laureato, ho viaggiato, ho trovato (temporaneamente) lavoro. Eppoi l'Ischia e' salita in D (a proposito, gran campionato!), Berlusconi ha perso le elezioni. E ho visto, intorno, tanti sorrisi. Molti dei quali sinceri. Ce n'e' abbastanza per accontentarsi, no?

Postato da: pasquallido a 14:57 | link | commenti (1) |
ciò che succede intorno a pas, il mondo di pasquallido

Ricominciamo

Un silenzio può racchiudere tante cose. In un silenzio c'e' una preghiera. In un silenzio c'è l'assordante rumore del nulla. In un silenzio c'è la consapevolezza di non volere, potere o sapere dire nulla. In un silenzio c'è attesa. Allo stadio, il silenzio fa da preludio al boato. A volte il silenzio è soltanto l'insormontabile scoglio tra il voler dire qualcosa e averne tempo e voglia di farlo. Questo è il mio caso. Perdonatemi, si ricomincia.

Postato da: pasquallido a 14:33 | link | commenti |

domenica, 19 novembre 2006

mESSEngeR o non mESSEngeR,

questo è il problema

 



Siamo diventati tutti, direi irrimediabilmente, schiavi di Messenger. Comunichiamo sempre più al computer, anche se il telefono non ci costa (come quand’ero in collegio, per le telefonate interne, e preferivamo scriverci piuttosto che telefonarci da una camera all’altra) e anche se, in ufficio, siamo distanti dieci metri uno dall’altro. Cambia il costume, e allora sia benedetto questo ormai diffusissimo mezzo di comunicazione sincrono che mi fa sentire vicino ai miei amici di tutto il mondo. Poi succede che, conosciuto il mezzo, ci si smalizi, si blocchi il contatto che ti tormenta o quello che ti prende in giro per il pareggio della Juve con l’Albinoleffe, si imponga lo stato ‘invisibile’ in attesa che arrivi il contatto da baccagliare (virtualmente, of course). La moda è dilagante, il mezzo (quasi) uno status symbol. E la versione del MSN di Moggi con i contatti ‘sospetti’ (e di questi, qualcuno strategicamente bloccato) ci ha fatto sorridere. E accade che il nick di Messenger, o ancor di più l’occhiello che l’accompagna, sia una sorta di biglietto da visita, rendendo partecipi i tuoi contatti di quanto tu voglia quotidianamente condividere (mai, però, sostituire del tutto il proprio nome: capire chi sia Tornato dal viaggio a Caltanissetta potrebbe sennò essere impresa ardua). Ecco, allora, che si delineano più figure, a seconda dell’utilizzo che si fa del nick.

I CRIPTICI sono quelli che su MSN si presentano con nick incomprensibili ai più, nel malcelato tentativo che quella frase oscura a tutti i contatti porti, in fondo, a chiedere lumi. Egocentrismo spiccato, inutile dirlo: a volte si rivolgono ad una lingua straniera per accentuare la cripticità del messaggio. Salvo poi svelarne ogni più intimo risvolto alla prima richiesta di delucidazione.

GLI ADOLESCENZIALI, al contrario, utilizzano MSN alla stregua del vecchio diario delle medie, accompagnando il nick all’evento del giorno e, quel che più conta, all’emozione che l’accompagna. Capita allora di imbatterci in un “In ansia per l’esame di domani” , in un “Che bello, fra poco arriva Natale” o in un “Sto partendo per un lungo viaggio che non è Barcellona” dei quali faremmo volentieri tutti un po’ a meno.

I MONOCORDE, invece, tendono a portare avanti, sul nick, un unico tema, per esempio le vicissitudini della propria squadra del cuore o gli aggiornamenti apportati al proprio blog, o la crescita del proprio cagnolino.

I NO GLOBAL di MSN, che utilizzano il servizio solo quando è strettamente necessario per risparmiare i 15 centesimi dell’SMS, adoperano un nick scarno ed essenziale, spesso col nome (al massimo abbreviato, guai perderci un minuto in più).

I FANATICI, per i quali la vita reale è soltanto una delle finestre del Messenger, spesso trascurata, meditano a lungo il nick da proporre, scegliendolo spesso dopo nottate insonni.

I WORDS PLAYER, dei quali faccio sporadicamente (e con  risultati non sempre convincenti) parte, esprimono la propria comicità di parola attraverso il nick di MSN.

I PETTEGOLI, invece, propongono nick che riguardano sempre e solo i propri amici, diffondendone le novità (evidentemente sempre all’insaputa di questi).

E’ evidente che, dopo questo post, almeno metà dei miei contatti mi bloccherà. E non è detto che, in fondo, sia stata, questa, la molla che mi ha spinto a scriverlo.

Postato da: pasquallido a 18:44 | link | commenti (8) |
costume, ciò che succede intorno a pas, pasquallido e humour

domenica, 12 novembre 2006

10 mila contatti. Ho aperto questo blog con una certa diffidenza. E invece, chi l'avrebbe detto, ho avuto la costanza di portarlo avanti, con alti e bassi, stimolato da alcuni commenti e da alcuni post e, soprattutto, dalla risorsa-Internet, che ha portato qualcuno su questo blog e me su tanti altri. Grazie, quindi, a chi ha trovato qualche spunto interessanti, da queste parti.

Postato da: pasquallido a 19:43 | link | commenti (1) |

Essere ricordati, lasciare il segno. Le centinaia e centinaia di biografie (piccole, grandi, più o meno significanti, più o meno delicate) nelle quali mi imbatto, ogni giorno, a lavoro mi aprono la mente verso quello che è, forse, il più agognato dei desideri umani: e allora sorrido di fronte ad un musicista e fisico, tale Appun Anton, o ad un medico e scrittore satirico, tal Arbuthnot, testimonianza di come la cultura ci abbia portati, oggi, a linee classificatorie molto più nette che in passato. Essere ricordati: non v'è una formula, nè una precisa linea di demarcazione che divide l'anonimato dalla fama. A volte capita che l'uomo comune faccia qualcosa di talmente importante da meritarsi un posto nella storia; e pensi, invece, che il dimenticatoio sarebbe il posto ideale per chi ha fatto qualcosa per non esser dimenticato, ma in negativo. Ma siamo quello che siamo per i Nobel come per gli Hitler: e ricordare con implicita ammirazione i primi non è meno importante di ricordare, con consapevolezza storica, i secondi.   

Postato da: pasquallido a 19:36 | link | commenti |
il mondo di pasquallido


Toccato il fondo. L'episodio di bullismo contro un ragazzo down è quanto di più nauseabondo ho sentito negli ultimi anni. Virtute e canoscenza fanno posto alla brutalità più infima, ingigantita dall'esibizionismo che ha portato a riprendere la scena, quasi fosse un'impresa sportiva, e diffonderla su Internet.  Allora, ogni commento è forse superfluo.

Postato da: pasquallido a 19:21 | link | commenti (1) |
attualità

giovedì, 09 novembre 2006

In pieno clima di biografia, fagocitato lo stile Treccani, ho sognato di dover biografare i miei amici, alla stregua dei personaggi famosi che realmente hanno meritato un posto sull'enciclopedia. Ci ho giocato, allora; certo che i diretti interessati staranno al gioco...

RISPOLI, ERNESTO RAMON. - Esploratore ischitano (n. Ischia 1979). Gli studi in architettura all'univ. di Napoli non lo distolsero dalla malcelata predisposizione ai viaggi che, talvolta, incrociò torbidamente con le sue relazioni amorose. Uomo dalla non inappuntabile puntualità, si distinse in modo particolare per l'attaccamento alle vicende sportive della Juventus. Notevole, fra le altre, la sua imitazione di Giovanni D'Acunto. Tra le opere, degne di menzione: Un viaggio chiamato amore (e viceversa) (2004); Ho chiamato master il mio cazzeggio (2005).

SIRABELLA, Patrick. - Parrucchiere con il passatempo della giurisprudenza (n. Ischia 1981). Si distinse per capacità affabulatorie e ars retorica; proverbiale l'interesse dei suoi aneddoti. La sua attività artistica, che perfezionò con il tempo, consta di un lavorìo lento e graduale, che gli valse i rimproveri del padre Antonio (Ischia, 1949), meglio conosciuto come Picasso. Della sua notevole produzione saggistica, ricordiamo: "Ciro Pone va' a quel paese" (2000), "Ho svegliato Ramon" (2004).

GRECO,  Peppone (più propr. Giuseppe). - Artista (n. Ischia 1979). Prima di approdare all'arte grafica, che lo vede oggi affermato esponente dell'astrattismo ischitano, si cimentò con il culto del proprio fisico (2000-2004). Nel suo linguaggio lo stile arrotondato, i colori caldi, la combinazione di astrattismo e erotismo ("Pink Horizon", 2006;"El sol, la luna, las estrellas", 2006), sono ideali per esprimere il suo credo surrealista. Non altrettanto notevole è la sua produzione fotografica. Famoso soprattutto per il saggio "A me che cazzo me ne fotte" (2003), incentrato sulla sua incrollabile intransigenza, ha scritto anche "'O cafè v'o pigliate vuie!" (2005).

RAICALDO, Pasquale. - Giornalista (n. Ischia 1981). Uomo d'umor faceto, si distinse per la capacità di giocare con le parole. Nonostante la sua notevole esperienza giornalistica (prima nel quotidiano "Il Golfo", poi a "Teleischia" con la conduzione dell'indimenticata "L'isola nel pallone" e poi da analista a "Tv Talk"), ebbe difficoltà con la comprensione del complicato concetto di "quindici-venti minuti" cui, infine, diede una sua personalissima definizione. Scrisse: Dottò, faciteme capì (2006), un lavoro sulla comprensione reciproca tra addetti ai lavori e profani; "Scegliersela della Costa Smeralda" (2004), un saggio sulla relazione tra amore e mare limpidissimo; "Non pago mai", un riuscito best-seller che racconta anni di accrediti.

MATTERA, Gianpiero. - Economista (n. Ischia 1982). Visse dapprima a Ischia, poi a Milano, quindi a Barcellona per trasferirsi, infine, a Roma (v. aggiornamenti per situazione attuale). Non tollerò, tra le altre cose, le persone anziane e i gruppi troppo nutriti. Ha scritto "I love Eliocuomo", un esplicito omaggio ad uno zarese dai modi poco ortodossi.

VUOLO, Simone. - Ottima forchetta (n. Ischia 1981). Si distinse per la spiccata propensione ai bagordi.

DE ROSA, Antonello. - Fantapresidente di Lega (n. Ischia 1983). Originario del Vatoliere, fu molto attivo nella creazione di Leghe di Fantacalcio curandone in maniera minuziosamente maniacale tutti gli aspetti logistici. Morì suicida.

SANNA, Sara. - Martire (n. Olbia 1985). Dopo gli studi in terra sarda, si trasferì all'univ. di Torino dove intraprese studi in lingue. Si distinse per una risata fragorosa e spesso fuori posto, ma anche per la sua proverbiale dolcezza. Il fortuito incontro con Raicaldo la portò gradualmente, ma ineluttabilmente, al martirio.

Postato da: pasquallido a 22:19 | link | commenti (6) |
pasquallido e humour

sabato, 04 novembre 2006

A volte ritornano. A volte rimangono.


Assenza giustificata, dal mio blog. A volte la vita sembra subire accelerazioni improvvise, dopo fasi di stanca; così, nel giro di una settimana, anzi di un paio di giorni, mi sono trovato con un nuovo lavoro ed una nuova casa, a Torino. Ho il privilegio di svegliarmi al mattino con la voglia di andare a lavoro, nel mio service editoriale dove ci occupiamo di un prodotto che uscirà con "Repubblica": i ritmi sono forsennati, ma l'ambiente è stimolante e giovanile. Va benissimo così, per ora. Mi spiace aver lasciato gli amici di "Tv Talk", per ora: è stata un'esperienza che mi ha fatto crescere, vivendo dall'interno la Televisione, quella con la 't' maiuscola.

Dunque, dopo aver accarezzato l'idea di tornare sull'isoletta, mi ritrovo nella Torino gelida di inizio novembre, e per la prima volta la condizione non è quella di studente universitario ma di lavoratore. Il passaggio non è stato assolutamente traumatico, nè la retorica intorno al primo giorno di lavoro ha pervaso il mio approccio con la nuova occupazione. Tutto frizzante, certo; ma la vita, che ha assunto certo ritmi nuovi e più frenetici, non ne esce rivoluzionata.

Intanto, a Napoli è ancora putiferio. Ho scritto tanto su questa città che non sa come rialzarsi, e forse non vuole neanche farlo. La cronaca si diverte a cadenzare le ondate di violenza, di modo che i media se ne occupino a intervalli regolari di sei-sette mesi. Il problema, tuttavia, non sono tanto (o meglio, non sono solo) i tot omicidi in tot giorni, quanto la snervante quotidianità in una città che non offre e non ha stimoli. Lassismo e rassegnazione sono un cancro la cui metastasi si è impadronita da anni di tutto il corpo di Napoli. Chiudo qui, per ora. Poi, leggetevi questo pezzo di Stella, qualora non l'abbiate ancora fatto.

Postato da: pasquallido a 11:30 | link | commenti (2) |
ciò che succede intorno a pas, il mondo di pasquallido