A volte bisogna rallegrarsi della propria follia per essere contenti della propria saggezza

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Heracleum blog & web tools
lunedì, 30 maggio 2005



Firenze, Giardino dei Boboli, 29/05/05. Senza parole.

Postato da: pasquallido a 17:48 | link | commenti (9) |

venerdì, 27 maggio 2005

Antropologia del parrucchiere

Mi sono andato a tagliare da Jean Louis David, ieri. E riflettevo su quanto mi sia mancata, in quel momento, l’atmosfera del buon vecchio Picasso, il mio fidato barbiere ischitano. Tagliarsi i capelli, dalle mie parte, è un rito. Vai anche per aggiustare il tuo look, sia chiaro, ma è innegabile che dietro quell’ora passata nello studio ci sia molto di più: dallo sfottò per l’Inter sempre più forte e sempre meno vincente all’invettiva del buon Picasso contro il consiglio comunale fino all’ultimo pettegolezzo del quale diventi unico (?) custode. Roba della quale non ti frega un fico secco, probabilmente, ma è l’atmosfera, la ritualità che ricerchi e che – una volta trovata – ti gratifica.

A tutto questo pensavo mentre il parrucchiere gay si chiedeva e mi chiedeva se realmente aveva esaudito i miei desideri e, su mia cortese richiesta, altrettanto cortesemente accorciava il tutto ancora di due dita. Per un risultato soddisfacente. Ottenuto però troppo alla svelta. Un quarto d’ora netto. Perché diciamocelo: giù si va dal barbiere anche con la chiara intenzione di perder tempo. Mentre il parrucchiere dai capelli di plastica, divisi da una riga che neanche i cerchi sul grano, ottimizza al massimo i tempi. E non ti chiede neanche cosa ne pensi del caldo incalzante o del suicidio del Milan. Roba da far accapponare la pelle.

Dove sono – ti chiedi spaesato - le domande retoriche di Patrick, gli sfottò di Ciro Pone, la radio alta con i fischiettii di questo e quell’altro, il fedele Golfo da leggiucchiare nell’attesa? Lontani migliaia di anni luce, sommersi da imbarazzati silenzi e dal rumore dei frettolosi passi di trentenni rampanti in Via Garibaldi, con tanto di buste da shopping.

E così, a chi oggi mi chiederà di indicare cosa mi manca della mia Ischia da quando sono a Torino, beh, penserò al mare azzurro e a Corso San Maurizio, al cielo limpido 20 minuti dopo una tempesta di fronte al grigiore torinese (un luogo comune, però), ma soprattutto al caro vecchio Picasso o, se volete, Picassò alla francese. Altro che Jean Louis David.

Postato da: pasquallido a 22:27 | link | commenti (3) |

mercoledì, 25 maggio 2005

ll gusto delle cose

Sorseggiando con estremo gusto un caffè al bar, oggi, mi sono ripromesso di non berne più, di caffè, quando e se l'automatismo del gesto prevarrà sul suo pieno godimento.

L'abitudine è, tra i vizi, quello più subdolo e pericoloso, credo.


Così, non condanno tanto chi fuma quanto chi lo fa senza neanche gustarsela, quella maledetta sigaretta.


E allo stesso modo ho scoperto intensamente belli alcuni angoli della mia isola che, quando li avevo quotidianamente sotto gli occhi, mi apparivano banalmente normali.

Oggi, quando vi ci torno, mi soffermo. E li apprezzo, evitando che l'abitudine ne offuschi la bellezza.

Postato da: pasquallido a 23:55 | link | commenti (14) |

Gli dei del calcio e il senso dell'umorismo


Hanno
il senso dell'umorismo, gli dei del calcio. Ed hanno appena ribadito, qualora ce ne fosse bisogno, che è, il calcio, uno sport bellissimo ed imprevedibile. Nel quale può capitare di stradominare un tempo di una finale di Champions e trovarsi sul 3-0. Salvo poi subire tre reti in meno di dieci minuti. Sfiorare il gol della vittoria, negato da un'incredibile, direi impossibile parata del portiere avversario. E perdere ai rigori, una beffa nella beffa.

Non sono un tifoso del Milan, ma immagino come ci si possa sentire dopo una finale del genere, che da sportivo mi è parsa coinvolgente e bellissima. Applausi al Liverpool e alla lezione inglese: nello sport non bisogna arrendersi. Neanche quando tutti ti danno per spacciati.

Postato da: pasquallido a 23:39 | link | commenti (3) |

domenica, 22 maggio 2005

In diretta, vedo un ultra-ottantenne in tv che piange. E mi commuovo. Si chiama Enzo Biagi.

Postato da: pasquallido a 20:09 | link | commenti (4) |

sabato, 21 maggio 2005



Festa scudetto Juve:
Sono appena tornato. Eccomi lì, con Sara e tanto di fascia a mo' di bandana nella bolgia di Piazza Castello. E sono 28...(foto pubblicata da La Stampa, Tuttosport e www.repubblica.it).
JUVE CAMPIONE D'ITALIA
2004-2005




Postato da: pasquallido a 03:02 | link | commenti (5) |

venerdì, 20 maggio 2005

Grande giornalismo
"The Sun" pubblica oggi, a tutta pagina, la foto di Saddam Hussein in mutande. E quindi?

Postato da: pasquallido a 19:55 | link | commenti |

Gli ultimi desideri di un laureando

Mi mancano 15 crediti, più cinque di laboratorio, alla redazione della tesi. Eppure, sento che ci sono cose che ho il dovere di fare prima di uscire, ahimè, dal fatato mondo universitario.

1) Dimostrare che chi va a studiare alla Verdi lo faccia, magari anche inconsciamente, anche con l'obiettivo di studiare sul serio.

2) Malmenare uno a caso di quelli di "Lotta Comunista" che ti rompono i coglioni 6 volte al giorno in cerca di un contributo e non riescono a memorizzare la tua faccia, anche se passi e ripassi continuamente, a meno che tu non studi un modo articolato per mandarli a fare in culo.

3) Presentarmi ad un orale in bermuda. A gennaio.

4) Presentarmi ad un appello di un esame qualsiasi al quale mi sono preventivamente prenotato e, al mio nome, iniziare a balbettare in preda al panico prima di fuggire via lontano.

5) Fotocopiare un libro dividendolo in sei parti e fotocopiandone ciascuna in una copisteria diversa ostentando, di volta in volta, la mia correttezza nel non superare il 15% legale.

6) Dimostrare al mondo che Wilson, e soprattutto uno che si chiami Wilson, non può comandare tutto a Scienze della Comunicazione.

7) Comprendere cosa aveva sniffato e per quanto tempo colui che ha progettato Palazzo Nuovo pur sapendo che - malgrado talune frequentazioni - non si sarebbe trattato di un ospedale.



8) Raccogliere gli euro dimenticati agli armadietti della Solari o, in alternativa, con il resto che la gente dimentica alle macchinette del caffè in mensa e poter dire fieramente: "L'università mi ha arricchito".

9) Dimostrare a chi opta per questa strategia che dirsi agli amici impreparati prima d'un esame non è, scaramanzia a parte, necessario per farti prendere 30.

10) Sbobinare le registrazioni delle lezioni della Belloni e, dopo averle fatto leggere tutto accuratamente, chiederle, con garbo, cosa cazzo volesse dire.


Postato da: pasquallido a 10:33 | link | commenti (6) |

mercoledì, 18 maggio 2005

E' assolutamente scandaloso che un paese che millanta di diffondere democrazia in tutto il mondo condanni a soli 6 mesi di carcere un suo esponente, Sabrina Harman, di cui tutti conoscono le atroci meschinità in terra irachena, nel carcere di Abu Ghraib.
 La storia dovrebbe averci insegnato che il valore del rispetto per la Dignità umana va salvaguardato ad ogni costo. E che mancare di rispetto all'Uomo, ancorchè nemico, per giunta già sconfitto, sia una cosa inammissibile. C'è il dovere morale di correggere la sentenza. Speriamo che gli americani lo avvertano.

Postato da: pasquallido a 23:43 | link | commenti (3) |

Giornataccia. C'è, nell'amore, qualcosa di terribilmente difficile.

Se ad essi proprio nel momento in cui giacciono insieme si accostasse Efesto con i propri strumenti e domandasse "Cos'è dunque, uomini, che volete che vi succeda l'un l'altro?" e, trovandosi essi in difficoltà, chiedesse ancora: "Forse agognate questo, di congiungervi indissolubilmente l'uno con l'altro in una sola cosa, così da non lasciarvi tra di voi nè di giorno nè di notte? Perchè se bramate questo, sono pronto a fondervi insieme e a comporvi in una sola natura fino al punto che da due diventiate uno solo".
(PLATONE)

Postato da: pasquallido a 23:17 | link | commenti (1) |

"Quando sei nato non puoi più nasconderti". Parliamone. A me è piaciuto, decisamente. Attraverso gli ingenui occhi di un bambino della Brescia benestante, siamo proiettati, oserei dire catapultati, nel dramma dell'immigrazione clandestina. Con taglio documentaristico, Giordana ce ne offre un quadro a 360 gradi: inquietanti epperciò bellissime soprattutto le scene girate su un disastrato barcone stracolmo di immigrati.
Il loro futuro è un grosso punto interrogativo, lo si vede dai loro occhi. Chi non ce la fa, viene buttato impietosamente in mare.
Il loro è un viaggio verso l'ignoto, che raramente porterà alla meta agognata. Ecco, ricordiamoci che nel nostro passato, quando anche noi siamo stati gli immigrati e i clandestini. Quelli che, ad esempio, sbarcavano lerci sulle coste americane sperando in una nuova vita. Siamo cresciuti così, siamo stati anche noi albanesi.

Postato da: pasquallido a 11:45 | link | commenti |


Un vincitore è solo un sognatore che non si è arreso
 (Nelson Mandela)

Postato da: pasquallido a 01:04 | link | commenti (2) |

martedì, 17 maggio 2005

Sogni & dintorni...

Non mi capita spesso di ricordare i miei sogni. E su di loro, credo di aver sempre avuto una sorta di controllo semi-cosciente, al punto di decidere talvolta di svegliarmi qualora sognassi qualcosa di angosciante. Sono affascinanti, i sogni. E mi piace pensare c'entrino qualcosa con i deja-vu, quasi che quei momenti che ci sembra di aver già vissuto in un imprecisato altrove, in realtà li avessimo vissuti proprio in sogno.
Capita raramente di sognare quello che vorrei fare. Più spesso, sogno situazioni anche probabili, se non fosse per la pletora totalmente eterogenea dei protagonisti,  un mix assolutamente casuale di persone  di Torino, Ischia e  della pura fantasia.
Sognavo mio nonno, spesso. E mi risvegliavo con l'illusoria soddisfazione di aver trascorso dei momenti con lui, quelli che - appunto - non ho potuto trascorrere. Ma la mente umana ha un potenziale illimitato e, a volte, la linea di demarcazione tra illusione e realtà è impercettibilmente sottile.
La poesia che segue si intitola "Elogio dei sogni" ed è scritta dalla poetessa polacca dal nome impronunciabile Wislawa Szymborska, Premio Nobel 1996. La trovo bellissima.

In sogno
dipingo come Vermeer.
Parlo correntemente il greco
e non solo con vivi.
Guido l'automobile,
che mi obbedisce.
Ho talento,
scrivo grandi poemi.
Odo voci
non peggio di santi autorevoli.
Sareste sbalorditi
del mio virtuosismo al pianoforte.
Volo come si deve,
ossia con le mie forze.
Cadendo da un tetto,
so planare dolcemente sul verde.
Non ho difficoltà
a respirare sott'acqua.
Mi rallegro di sapermi sempre svegliare
prima di morire.
Non appena scoppia una guerra
mi giro sul fianco preferito.
Sono, ma non devo
esserlo, una figlia del secolo.
Qualche anno fa
ho visto due soli.
E l'altro ieri un pinguino
con assoluta chiarezza.

Postato da: pasquallido a 11:41 | link | commenti (2) |

sabato, 14 maggio 2005

Pillole di Pasquallido

Reazioni cariche di malcelato odio e silenzi intrisi di inorridito sbigottimento hanno fatto da contorno, poco fa, alla domanda di Caschetto
: "Ma Guttuso, gioca nel Mulan?".

Ieri abbiamo visto "Quando sei nato non puoi più nasconderti". E' stata dura spiegare ad Ergest che utilizzare il titolo di un film come una pervasiva giustificazione alla sua costante presenza tra le palle non è un'idea di cui andar fieri.

Domani, non posso mancare al Delle Alpi. C'è Juve-Parma. Non è tanto per il valore della partita, pure rilevante. E' che sono un po' di giorni che sogno, sfruttando l'accredito, di andare in sala stampa al termine della gara. E cadere tra le braccia di Morfeo.

Postato da: pasquallido a 15:03 | link | commenti (1) |

venerdì, 13 maggio 2005

Ci hanno staccato la spina!

Sono francamente scosso dalla notizia che la Rai abbia perso i diritti sui Mondiali del 2006 in Germania. Ci rimane l'Italia e la finale, con la speranza che alla fine le due cose coincidano. Ma - per dirla magistralmente con Michele Serra (Repubblica di oggi) - "l'evento nel suo complesso, e cioè quella meravigliosa indigestione di calcio universale, di giocatori agli antipodi, centrattacchi della selva, portieri di montagna, terzini del deserto, emiri in panchina, quello scompare dal paniere dei beni popolari, elargiti a piene mani e costo quasi zero per tenerci buoni, per mantenerci bambini, per farci fregare dai circensi, unica fregatura consenziente". Evviva Murdoch.
 

Postato da: pasquallido a 23:32 | link | commenti |

martedì, 10 maggio 2005

Leggo su "City "di oggi: "In Inghilterra gli studenti possono contare su voti più alti all'esame di maturità se sono appena rimasti orfani di un genitore o perfino se è morto il gatto. Lo rivela il quotidiano Sunday Times (...)". E ancora: "Un parente da secondo grado 'vale' da morto il 4% in più, la scomparsa del cane o del gatto di casa il 2% se la morte si è verificata il giorno degli esami ma solo l'1% se si parla del giorno prima". E così via, fino ad un prezioso 3% in caso d'attacco d'asma e un  1% da non buttare in caso di emicrania.
Allibito. Senza parole.

1) Cinismo giornalistico. La notizia non c'è. E' totalmente inventata. E il patetico valzer delle percentuali, beh, lasciamo stare...

2) Se non sei un convinto animalista o ti stanno particolarmente a cuore le sorti dei tuoi esami, la soluzione potrebbe essere comprare due cani, tre gatti e una nidiata di Bengalini, salvo poi evitare di dar loro da mangiare. Morti periodicamente programmate potrebbero valerti più promozioni.

3) Manca, nell'elenco, la sconfitta della propria squadra del cuore. Che ti vale un 1,5% in più. Che sale a 3% se coincide con quella dei tuoi insegnanti.

Postato da: pasquallido a 18:05 | link | commenti (2) |

domenica, 08 maggio 2005

IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA

NON sono un fan di Alex Del Piero, di quelli che
"ioditenonmistancoseilacosa
bellachec'è".
Eppure, quel momento in cui, librando nell'aria, il fu Pinturicchio ha inventato la splendida rovesciata-assist per Trezeguet che vale, dicono, mezzo scudetto, quel momento - dicevo - lo restituisce, non so quanto provvisoriamente, all'Olimpo dei grandi. E quell'acrobazia è, oggi, una delle icone della galoppata juventina che può condurre al ventottesimo scudetto. Tanto di Capello.


LA PERLA
Insieme ad un pezzo di scudetto, la domenica calcistica mi regala una perla dell'avvenente Francesca Sanipoli (STADIO SPRINT), malcapitata vittima della tentazione delle frasi fatte.  Bisognerà pur dirle che "afferrare per i capelli" Galliani pur di rubargli una dichiarazione, beh, è francamente difficile...

Postato da: pasquallido a 23:26 | link | commenti |

IERI ho visto "Mare dentro", di Amenabàr. E' un film che ti coinvolge, ti prende, ti trascina e ti urta. E' un film da vedere, indubbiamente. Dalla vicenda del tetraplegico Ramòn, l'insegnamento che tutti i valori sono assolutamente relativi. Anche la vita, certo. Da applausi l'interpretazione di Javier Bardem, che si dipinge sul volto - e recita solo con quello, d'altronde - l'ansia e l'angoscia di un uomo che insegue la morte e, facendolo, finirà con l'insegnare qualcosa a chi gli sta intorno. Il film si conclude con questi versi. Bellissimi.




Mare dentro, in alto mare – dentro, senza peso

nel fondo, dove si avvera il sogno: due volontà

che fanno vero un desiderio nell’incontro.

 

Un bacio accende la vita con il fragore luminoso di una

saetta, il mio corpo cambiato non è

più il mio corpo, è come penetrare al centro

dell’universo:

 

L’abbraccio più infantile, e il più puro dei

baci fino a vederci trasformati in

un unico desiderio

 

Il tuo sguardo il mio sguardo, come un’eco

che va ripetendo, senza parole: più dentro,

più dentro, fino al di là del tutto, attraverso

il sangue e il midollo.

 

Però sempre mi sveglio, mentre sempre io voglio

essere morto, perché io con la mia bocca

resti sempre dentro la rete dei tuoi capelli.


Postato da: pasquallido a 01:09 | link | commenti (3) |