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Una mia amica maliziosa mi ha portato un catalago TABU’ (for sex accessories and erotic toys), recuperato alla recente kermesse torinese “Erotic Tour”. Ora, sono in un vicolo cieco. Tutti penserete che la vecchia storia dell’amico non regge ed in realtà sia io il pervertito. E se ribadissi dicendo che no, me l’ha portato sul serio lei che era lì per lavorare temo che ironizzereste impietosamente sulle mie amicizie. Taglierò corto, dunque.
Sfogliando il depliant, sono rimasto esterrefatto nonostante abitare vicino ad un sexy shop (anche qui le coincidenze sembrerebbero condannarmi) mi aveva già garantito un approccio antropologico al genere. Il punto è che con il codice 3610 puoi ordinare un “fallo realistico del porno attore Sean Michaels in puro lattice con ventosa” (e non chiedetemi lumi sulla funzione della ventosa nè sulla dinamica con la quale hanno ricostruito esattamente il membro dell'attore) per tacere del Dr Loves (sic!), un improbabile aggeggio “per chi vuole giocare al dottore: stetoscopio composto da fallo in lattice super soft”. Come dire: ti masturbo controllandoti il battito cardiaco.
Mi ha spiazzato anche il Pocket Pet, “una vera chicca, bocca vibrante per simulazioni reali di veri rapporti orali”. No comment. E non mi convince neanche la “speciale mutandina stimolante in quanto nella parte interna troviamo un ovulo vibrante comandato a distanza dal telecomando”. “Fate impazzire la vostra donna quando meno se l’aspetta” recita in maniera inequivocabilmente esplicita, ahimè, l’istruzione. E io – chiamatemi pure bigotto – fatico oltremodo a immaginare una scena in cui, al ristorante, dopo la prima portata e mentre il vostro amico vi annoia con i suoi commenti sul caso-Fazio, tu, con preventivo occhiolino, inizi a farla godere. E’ che non mi convince.
Il bello è che la mia biondissima amica mi ha anche garantito che all’esposizione ci fosse un orgoglioso pienone. E che al bagno dei maschietti ci fosse una coda interminabile.