Se Gesù ci dice di usare il preservativo
Il messaggio è più forte, se arriva dall'alto. Non fa una piega.
E qual è l'altro che più alto non si può? No, no: Berlusconi stavolta non c'entra, tranquilli.
In Spagna hanno scomodato nientepopodimeno che Gesù per una pubblicità progresso sull'utilizzo del profilattico.
Come a dire: se ve lo dice lui, beh, non potete non tenerne conto.
Considerazioni: da noi, a Ruini sarebbero venute le convulsioni. Giustamente? In effetti l'immagine è forte, fortissima: la provocatorietà del binomio sesso-religione evidente. Tanto più che l'uso del profilattico, non dimentichiamocelo, è un punto chiave su cui la Chiesa ha dibattuto non poco.
Da un punto di vista del marketing, dell'impatto, dell'idea creativa... tanto di cappello (con la 'o' finale). A voi piace?
In attesa della Madonna che suggerisce di allacciare le cinture, San Gennaro che intima ai napoletani di non rubare. Per i messaggi ai politici, qualche dubbio in più: gettonatissimo San Vittore.
La suoneria che ti chiama per nome
La suoneria che ti chiama col tuo nome. Ci mancava, confessiamo. Perchè all'inizio, al driin scattavamo tutti. Poi, ci siamo diversificati. Mani alla tasca per gli amanti della musica classica al Bethoven5. Orecchie dritte per gli adolescenti sulle note di Cesare Cremonini. Ed ancora: la suoneria che ti bestemmia se non rispondi. Quella che cambia se a chiamarti è tua mamma (magari con volume al minimo) e sveglia tutto il vicinato con squilli di tromba sulle note di YMCA se invece è proprio lei, la figa che non ti calcola. Insomma, un coacervo di suoni metallici. Il de profundis (polifonico) per il vecchio squillo.
E allora il mio incubo, insofferente quale sono, era finire vittima di un utente che le suonerie le provava tutte, sul treno, sul traghetto, per ammazzare il tempo. Dall'una all'altra, senza pietà. E tu che vorresti mangiarlo, quel telefonino, non fosse che magari sentirlo vibrare nell'intestinuo tenue non è il massimo, diciamocelo.
Ora, via alla suoneria che - se fai un mutuo - ti chiama per nome. Pasqualeeeeeeee, rispondi! E tuttol l'infastiditol pullman, compreso il controllore a cui avresti di lì a poco dato false generalità, sa che ti chiami Pasquale. Ma in fondo siamo protagonisti. E' la nostra suoneria, il nostro telefonino. Personalizzare è un imperativo, se un effeminato in tv propone una novità del genere perchè non starlo a sentire piuttosto che mandarlo a diavolo, lui, la suoneria personalizzata e quel nome gridato sempre più forte da un telefonino che non vuole proprio capire che non hai voglia di rispondere?
Se si dopano i giocatori di bocce...
Fonte accreditata, il Corriere della Sera. Un anonimo giocatore inglese è diventato il primo caso in assoluto al mondo di positività ai test anti-doping nelle bocce. Siamo al capolinea, cari miei.
La vecchia storia del sarcastico "hai il fisico da giocatore di bocce" rifilato a te, improbabile calciatore in erba, non regge più.
E quella dell'ultrasessantenne che ammazza i pomeriggi al bocciodromo vacilla.
Ora, signori miei, anche le bocce reclamano una propria dignità. E come ogni sport che si rispetti mostrano orgogliose il proprio caso di doping. Perchè il binomio, se non è indissolubile, è quanto meno frequente.
Perchè nuoto più veloce dopandomi, calcio meglio se corro di più, in volata sono il migliore con l'Epo. E' l'Epo(ca) del doping, su questo non ci piove. E se piove, che serva per riempire la pseudo-boccetta dell'antidoping.
Controlli incrociati sangue-urine? Abbiamo paura dell'ago, anche se ci pagano milioni e Gattuso che arriva in takle o Materazzi con la bava alla bocca non ci scalfiscono mica.
Se si dopano i giocatori di bocce... Se si dopano i giocatori di bocce allora non stupiamoci se a tavola nostro nonno mostra i muscoli.
Se si dopano i giocatori di bocce è perchè magari al pallino ci arriviamo direttamente, col nostro mega braccio destro rinforzato dagli steroidi.
Se si dopano i giocatori di bocce mi aspetto, tempo un mese, l'antidoping anche nelle sale di biliardo. Tireremo con stecche frutto di una mutazione genetica dei nostri arti. E vi è andata bene che il Viagra ha le sue controindicazioni.
Se si dopano i giocatori di bocce. Se.
Ma magari era una bufala. E la sostanza era un diuretico. Voglio vedere voi, avvicinarvi al pallino con la cagarella.
Parlamento pulito
E' assolutamente inconcepibile che persone condannate, in via definitiva, per vari reati possano sedere nel Parlamento Italiano. Rappresentandoci.
Come al solito, alla ristretta cerchia degli eletti (i politici) sono attribuiti più onori di quanti siano gli oneri.
E noi ci troviamo spaesati davanti al paradosso di trovarci rappresentati da persone che rubano (e stavolta lo slancio qualunquistico è assente: si tratta di fatti, documentabili e documentati.
Ma vi rimando al blog di Beppe Grillo. Non perdetevelo. E date un'occhiata all'elenco, naturalmente.
Celentanate
Sopravvissuti. Il primo giovedì senza Celentano è filato via liscio. Soprattutto, nessuno ha sentito la mancanza della ripartizione del mondo in lento e rock.
Ne avevamo, confessiamo tutti, le palle piene. Perchè il gioco è bello quando dura poco. Perchè l'italiano è una lingua bellissima e svilirla con la metaforizzazione di due aggettivi di matrice musicale è ...lento (argh!). Perchè, soprattutto, in giro lo facevano tutti, dai giornali ai professori. Perchè anche mia nonna ha definito lenta sua nuora (mia zia), ma non ho ancora chiaro se si riferisse alla sua intrinseca negatività o al fatto che la stesse aspettando - con le buste della spesa - da due ore. Con l'acqua che bolliva.
Due perle, sull'argomento.
Dipollina, su Repubblica: La cosa migliore rimane l'interpretazione che ho continuato a leggere in vari posti, quella di chi ha inteso che nella divisione celentaniana rock significasse veloce e assatanato e che lento significasse davvero lento. Così Celentano impara, la prossima volta, a usare termini meno metaforizzati, ripiegando magari con una cosa del tipo "figo" e scamuffo".
Dotto, su La Stampa (in pieno clima celentaniano): Metti il naso fuori dalla porta e incroci l'inquilino del primo piano che scende le scale a passo di carica: "Oggi mi sento rock". Ma neasnche barricato dentro casa stai sicuro: "Israele è Rock, Ahmadinejad è lento". [...] E' l'allarme sociale. L'epidemia è linguistica, il virus è la parola. [...] Celentano come Platone. Il dibattito monta. Il serpente è rock, il coccodrillo è lento. Lobotomizzati tutti. Invasi dall'ultracorpo. [Contagio a parte, le vere vittime della celentanata sono i rockettari. [...] A nome di tutti i rockettari e vincendo il conato di nausea, il quiz è: sputtanare il rock, è rock o lento?
La vita in diretta?
Oggi ho monitorato “La vita in diretta”, non per autentico masochismo (che pure non mi manca) ma perché incaricato di farlo per Tv Talk, il programma di Raitre col quale sto collaborando.
Di ‘vita’ ho visto ben poco, perché – per fortuna e per sfortuna – nel mondo c’è qualcosa in più di Albano e della sua figlia canterina, di presunte palpatine galeotte in isole esotiche e di flirt della Lecciso con Giletti, quasi che ci aiuti – questa marea di gossip e finte notizie – a dimenticarci dell’aviaria e del malgoverno, della crisi economica e quant’altro esuli dall’avanzata galoppante del trash. Che qualcuno (anche Celentano, per carità) ci aiuti.
Ma lascio la parola a Dotto, su Panorama:
“Ci provi – anche per senso civico – a parlare dell’influenza aviaria, di Angela Merkel, delle primarie, dell’amico comune depresso che ti ha appena telefonato per dirti che non ce la fa nemmeno a sfilarsi il pigiama e a alzarsi dal letto. Argomenti deboli, non decollano. Vuoi mettere il probabile suicidio di un amico con la quasi certa angoscia di Al Bano, molestatore machoman che si arrampica sugli alberi di cocco e ulula alla luna immerso come un ippopotamo nelle acque di Samanà”.
E ancora, con un pizzico di lucidissimo sarcasmo: “E’ finita con i reality che hanno invaso la realtà e forse l’hanno anche uccisa, da quando si sono incaricati del lavoro sporco, esistere al posto nostro. Lo specchio è rovesciato. Mangiano, copulano, si mandano a quel paese anche per noi. Gli ululati di Albano, i tutti di Adriano Pappalarso, lo sguardo dolente di Lecciso ci espropriano. I nostri, al confronto, sono patetiche caricature che fanno 0,1 di share. Se ti lanci in una scenata senza uno straccio di telecamera che ti riprende sei solo una grottesca nullità, la tua più ispirata bestemmia non vale un bip qualsiasi dell’Isola”.
Eccezionale.
Da oggi mi sdoppio... Su pasquallido continuerò a proporre pensieri in libertà.Per i miei scatti, vi invito invece sul neonato photoblog...www.raicaldo.splinder.comCiao!