Stasera Gianfranco Funari da Bonolis farà un appello: non fumate. Perchè il fumo, rivela, lo sta facendo morire. Best, qualche settimana fa, si era fatto fotografare, morente, lanciando un accorato appello contro l'alcol. Le pubblicità progresso più efficaci arrivano, inutile dirlo, dalla vita vissuta. Sono quelle che più toccano e, auguriamoci, che sortiscono i migliori effetti. Ma anche quelle che ci fanno capire che - soprattutto nel caso di Best e degli innumerevoli vip beccati con la cocaina - i problemi dei comuni mortali non sono poi così diversi da quelli di ricchi e famosi. Sul fumo, ho beccato un'interessante spigolatura, su Repubblica di qualche giorno fa: "Se invece di scrivere sui pacchetti di sigarette "il fumo uccide" avessero scritto "cammina un'ora al giorno" oppure "bevi una spremuta d'arancio", si sarebbe avviata una campagna di prevenzione secondaria più interessante di quella attuale, nata in teoria per scoraggiare i fumatori, ma in verità finalizzata a scaricare le società produttici di tabacco da responsabilità medico-legali" (da un articolo di Galimberti, Repubblica 8-12-2005). Comunque, pensiamoci.
Lo sappiamo tutti. Una grossa percentuale dell'utilizzo di Internet ha a che vedere con la pornografia. E della fetta restante, una parte cospicua riguarda erotismo e foto da calendari, una piccola parte Melissa P. e poi - vabbè - musica (meglio se la cantante ha due tette così), politica (se a farla è la Prestigiacomo, beh, passino anche le quote rosa) e approfondimenti vari e disparati. E allora, la mia amica kiarablogsi era divertita, tempo fa, ricostruendo le chiavi di ricerca attraverso cui gli utenti erano arrivati sul suo blog. Di tutto, di più. Non ricordo le varianti di sesso con quadrupedi vari e orgasmi multipli con perversioni annesse. Perchè a volte la casualità è incredibile: scrivi sesso con sedie e, magari, ti ritrovi sul mio blog. Anzi, ora sicuramente ti ritroverai sul mio blog. Ricordo invece l'imbarazzo mio e del mio direttore quando, nella ricerca di immagini di vecchie che potessero accompagnare un articolo, beh, i motori di ricerca proponevano la loro personalissima versione di vecchie (e tralasciamola, va). Una chicca, allora, per gli assatanati e per quelli che non ci stanno. Collegatevi: non serviranno carte di credito. Provare per credere. Ne vale la pena. E cliccate sulle immagini: senza pietà. ;-)
La Marcia dei pinguini è un grande incompiuto. Immagini di una bellezza sconvolgente e di un valore documentaristico inestimabile sono – ahimè – banalizzate da un testo troppo spesso banale, sempre melenso, a tratti (vedi Fiorello che imita i piccoli pinguini) addirittura irritante. Peccato, perché – con un materiale del genere e senza percorrere a tutti i costi la facile strada del buonismo adatto a bambini e famiglie – ne sarebbe uscito un film-documentario coi fiocchi. E invece bisogna accontentarsi di vederlo, il film, sentendolo il meno possibile (non ce ne voglia Fiorello: la colpa non è sua). Almeno per chi crede che la natura non vada a tutti i costi umanizzata pur di competere, ai botteghini, con gli orgasmi di Melissa P.