Imbecillità.
"V'avemo bruciati vivi". Striscione sequestrato all'Olimpico, settimana del Giorno della Memoria.
La neve a Milano: istantanee
Ha creato disagi e mi ha creato disagi (anche perchè - guardacaso - gli spazzaneve hanno scioperato: non avrebbe avuto senso, del resto, che lo facessero a maggio...), ma la neve che ha imbiancato e ricoperto Milano nei giorni scorsi - evento eccezionale - è stata ugualmente ben accetta. Perchè, forse, la neve risveglia quel fanciullino assopito che è in tutti noi e, a volte, gli dà il via libera. Perchè la neve, così tanta neve, crea un'atmosfera surreale. Perchè, infine, il bianco surclassa il grigio e la luce copre l'ombra.
Trenitalia, situazione... congelata
La rinascita di Trenitalia dopo i tempi di pulcipidocchizecchescorpioni e artropodi vari? Diciamo che per ora la situazione resta... congelata, che occorre qualcuno che rompa il ghiaccio con le prime innovazioni e che il personale continua ad apparire troppo freddo.
O diciamo, semplicemente, che il gelo che colpisce il nord-ovest mette in ginocchio anche i cari vecchi treni, in versione cella-frigorifero nella foto che ho scattato sull'interregionale Torino-Milano.
O forse era semplicemente l'adattamento per un punk-a-bestia con tanto di... orso polare?
Arrivano, prossimamente, le foto delle nevicate torinesi e milanese, beccate in pieno. Quanta neve!
Berlusconi che vince. Al "Senso della vita"

Lui è un Vincente, di quelli con la 'v' maiuscola. Vince se allena, se fa politica estera (in modo "sommamente giovevole", dice, con un'espressione che neanche sui trattati ottocenteschi...), se educa i proprio figli (che sono tutti belli e bravi, beato lui penseranno i genitori italiani).
Giù il cappello di fronte a Silvio Berlusconi, che da Paolo Bonolis dà sfoggio delle sue capacità comunicative: parla, racconta, dimostra di essere un uomo comune (con i suoi hobby, i suoi affetti). Un uomo positivo, che riesce in quello che fa. Che sia cantare o fare il presidente (il più vincente di tutti, dirà), persino corteggiare (in gioventù, Confalonieri docet).
Allora, da un punto di vista strategico il Berlusconi televisivo non fa una piega: sa quali corde toccare, sa quale messaggio dare. Alle casalinghe, magari: e allora, giù con la storia della mammina-superman che salva la vita all'amica. E a cui vuole tanto bene. In mezzo, un po' di politica: la destra che mantiene le promesse, la sinistra che denigra.
Bonolis? Lo contraddice. Già, quando parlano di calcio.
Non so se auspicare uno spazio eguale a Prodi: non lo sfrutterebbe, non così. Questo è il campo di Berlusconi. Ma gli italiani, alla fine, si lasceranno incantare dall'ars comunicativa di Silvio il Vincente?
In diretta
Qualcuno dica a Berlusconi che la Grande Guerra è la Prima Guerra Mondiale. E non la seconda. Qualcuno, ad esempio Bonolis, che gli è di fianco. Ma mi sa che è troppo impegnato a metterlo a proprio agio.
Napoli è una città dai mille eccessi, in cui nulla è banale e tutto scatena emozioni. Non sempre positive, chiaramente.
Ho appena finito di leggere "Napoli siamo noi" di Giorgio Bocca, che consiglio a chi vuole addentrarsi nei meandri di una realtà complicata, difficile. Ne emerge un quadro a tinte fosche, per certi versi inquietante; perchè il concetto di fondo è che Napoli presenti, ingigantite, tutte le pecche dell'Italia. L'Italia è uno schifo, insomma, ma a Napoli le cose vanno un po' peggio.
Nella sua razionalità, è un'analisi estremista, certo; da accompagnare, rigorosamente, con una guida fotografica delle perle di una città dove la storia ed il folklore si rincorrono e si esprimono in ogni angolo.
Napoli è una città bella ma incompiuta, questo è chiaro, un inno al" potrei ma non voglio", "vorrei ma non posso"; una città che fatica a rialzarsi e che paga un'arretratezza civile ormai - ahinoi - atavica.
Una congiuntura mediatica - a partire dal dossier "Addio Napoli" su L'Espresso di qualche mese fa - ne ha portato alla ribalta le imbarazzanti problematiche.
"Napoli adagiata sul golfo - scrive Bocca - è stupenda, ci si chiede se anche questa bellezza non faccia parte del prezzo spaventoso che paga per esistere". E giù un durissimo reportage tra storie di camorra, onnipresente, onnisciente, diffusissima, storie di lassismo, di microdelinquenza, di degrado, di sporcizia, di procuratori che si rimboccano le maniche ma vengono "gentilmente" allontanati, perchè, scrive Bocca, vige il vizio tutto napoletano della tolleranza complice per cui tutto viene concesso, tutto perdonatoperchè "pur isso adda campà". Il barbone sa che "Napoli è la città più tollerante d'Italia, l'unica, diceva il marchese De Sade, in cui un assassino può circolare tranquillo". Così, sfrattato, "resiste e grida: 'Voi non fare questo a me' e l'indomani la sua tenda azzurra è di nuovo piantata", in piazza Garibaldi, la stazione più brutta e pericolosa d'Italia (considerazione mia).
Ho uno strano rapporto con Napoli, una città che ho imparato a conoscere molto gradualmente, che consiglierei (e consiglio) di visitare a chiunque. Non di viverci,assolutamente. La napoletanità, poi, è un coacervo di tratti marcati, che nei mix meglio assemblati creano figure squisite e persone eccezionali; ma che, tuttavia, ingloba anche ignoranza e inciviltà, come e più che altrove.
Si avvicinano le comunali, a Napoli. Colori politici a parte (visto che la storia ha registrato fallimenti dall'una e dall'altra parte), l'augurio è che qualcuno risollevi la vecchia capitale del Mezzogiorno. Ne ha bisogno, lo merita. Lo meritano i napoletani per i quali isso adda campà, ma se l'adda pure merità.
A volte - dopo le feste - ritornano
Eccomi, tornato ai ritmi torinesi, dopo le lunghe festività natalizie trascorse sulla mia isoletta e dopo la parentesi romana di tre giorni, a Capodanno.
Mi piacciono le feste di Natale, un sacco: perchè, in fondo, noi del Sud vi siamo antropologicamente portati e alle lunghe tavolate in famiglia non rinunceremmo per nulla al mondo. E poi perchè per noi fuorisede è l'agognato appuntamento per respirare, di nuovo e a pieni polmoni, l'aria di casa.
Le undici cose che conserverò delle vacanze di Natale:
1) Una paella fatta di tutta fretta alle undici perchè serve, per la Caccia al Tesoro, in cui finiremo terzi.2) Cornetto e graffa da Girolamo, alle sette del mattino, in barba alle diete e a "chi ce vo' male"3) I centocinquantamila di Piazza Esedra a Roma, che, alla mezzanotte del 31, stappano le bottiglie di spumante con sorrisi fatti di plastica.4) La magnata romana in trattoria, con coda vaccinara e trippa che mando giù per compagnia. E il vino, naturalmente.5) Una ruota bucata, in piena notte.6) Il raccordo anulare e la destinazione giusta, Napoli, che ci lasciamo alle spalle per trovarci (quasi) a Civitavecchia. 7) L'immagine di Pino 'Rush' che si appisola sul divano di casa mia durante la diretta delle partite su Sky 8) La faccia di Ramon ai miei riferimenti al gas sarin, in metropolitana, a Roma, a Capodanno.9) Il calore della famiglia. E degli amici.10) Le linguine all'astice di Gigiotto, innaffiate dal vino di casa Rispoli.11) Il profumo del mare, alla Mandra.Propositi per il 2006:
1) Laurearmi.
2) Guardare (almeno una volta) il TG 4 con reale interesse.
3) Leggere con attenzione la disamina di Scalfari sulla sconfitta elettorale di Berlusconi.
4) Viaggiare.
5) Diventare ordinato (questa è grossa).
6) Vedere Biscardi che azzecca due congiuntivi di fila (quella di prima, forse, non era poi così grossa).
7) Vedere sorridere chi mi sta intorno.
8) Trovare lavoro.
9) L'Ischia in Serie D.
10) Far trasferire Girolamo (con le sue sfogliatelle) in Via Venti Settembre a Torino.