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martedì, 28 febbraio 2006




Sono state un sogno, per Torino, queste Olimpiadi indimenticabili che hanno rigenerato una città che aveva voglia di uscire dal torpore del quale vogliono sia prigioniera. Perchè Torino non è la città grigia e industriale che i luogocomunisti dipingono con un banalissimo pennello e se il mondo l'ha capito - in questi giorni - è perchè ha saputo, Torino, mostrarsi e mostrare e si è presentata all'evento fiera ed orgogliosa, oltrechè visibilmente trasformata.
Per chi, come me, l'ha vista trasformarsi in questi anni di fronte allo scetticismo di una parte della popolazione che "sì, va bene le Olimpiadi, ma mi scoccia fare il giro di Piazza Castello: che due palle" e all'indifferenza dell'autoctono perfezionista più attento alle virgole mancanti che non allo splendore imperante, per quelli come me - dicevo - queste Olimpiadi sono state qualcosa di appassionante ed indimenticabile.
Respirarle a pieni polmoni, vivere l'atmosfera del centro, sentirsi al centro di qualcosa e leggere il momento storico, sentirsi parte della storia, deve essere stato, per Torino e per i torinesi, per quelli che a Torino 2006 c'erano, una gioia particolare, senza retorica.
Oggi, con quel pizzico di velata malinconia del day after, è già tempo di interrogarsi se e quanto possa, Torino, sentirsi bella e se e quanto possa sentirsi varcata quella fatidica soglia che la faccia sentire una città turistica e postindustriale e non più una città industriale, forse la città industriale per antonomasia. Era questa, del resto, la vera scommessa di Torino 2006. Intanto, ci siamo goduti la festa. Grazie.

P.S.Torno, nei prossimi giorni, dopo il black-out forzato figlio dei mille impegni. Ancora Olimpiadi, perchè ho voglia di scrivere.

Postato da: pasquallido a 00:39 | link | commenti (9) |

mercoledì, 08 febbraio 2006

Ischia in tv...


Alle "Iene" non ci fanno una bella figura i medici ischitani e coloro che se ne accollano la difesa, in un'aggressione ancor più ridicola perchè effettuata davanti alle telecamere. Senza parole, perchè contro l'omertà ben vengano i Giulio Golia che si beccano legnate per scavare dentro i vizi del nostro paese. Della nostra isola, in questo caso: dove tutti conoscono tutti, forse, e allora tutti preferiscono stare zitti. Ne esce a testa alta "Il Golfo" e il caro Domenico Di Meglio, che non va certo per il sottile quando c'è da denunciare.
P.S. grazie ad Antonello, per la foto in tempo reale!

Postato da: pasquallido a 01:02 | link | commenti (7) |

mercoledì, 01 febbraio 2006

Napoli ed il futuro
Argomento di discussione accesa nel mio ultimo post, rilancio. Napoli: dove va a finire? Si risolleva? Ha davvero toccato il fondo?
Ho girato la questione al senatore Lauro, candidato a sindaco per la Casa delle Libertà. Senza stare a guardare il colore,  avendo a cuore solo le sorti della città partenopea. Ecco come mi ha risposto, sul suo blog:



Pasquallido, nel post in cui annuncio la mia candidatura a sindaco di Napoli, ha scritto:

"E' uscito da poco "Napoli siamo noi" di Giorgio Bocca, un'inquietante ma lucida disamina dei problemi della capitale del Mezzogiorno. Ha letto il libro? Nel suo estremismo ragionato, Bocca non dà molti spiragli ad una città prigioniera dei suoi problemi e del suo lassismo. Utopie a parte, è sicuro di riuscire a risollevare una città di cui continuiamo a sentire ovunque il de profundis?"

Ecco la mia risposta:
Credo che non troverà un solo candidato a sindaco della città dare una risposta negativa alla sua domanda. Con quale faccia potrei presentarmi agli elettori se ritenessi impossibile una ripresa della città? Io credo che in Europa ci sono esempi importanti di città che hanno visto, almeno una parte consistente del proprio territorio, una trasformazione radicale nell'arco di meno di dieci anni. Barcellona non è il solo modello da tenere in debita considerazione, anzi c'è una realtà come quella di Marsiglia che partiva da basi molto simili a quelle di Napoli. Ecco, io penso che accanto alle denunce ora sia dovere di tutti offrire il proprio contributo in termini di progettualità e di azioni concrete. Anche una denuncia può servire, la segnalazione di un torto, di un disservizio e così via. Esistono strumenti che tutti noi possiamo usare per far sentire la nostra voce alle amministrazioni pubbliche e li dobbiamo usare. Per questo istituirò anche uno sportello apposito destinato a raccogliere ogni segnalazione del genere, perché è facile che a un cittadino comune queste strutture predisposte non diano ascolto, ma ad un senatore candidato sindaco sicuramente non potranno riservare lo stesso trattamento (io dico ingiustamente perché è inammissibile che i cittadini comuni non vengano tutelati) ed allora li costringeremo a dare risposte.
Se vuole mi può scrivere a questo indirizzo di posta elettronica: s.lauro@senato.it o visitare il sito della http://www.casadelleliberta.net
di cui sono presidente.
saluti
SL


P.S.: il libro l'ho letto sabato scorso e l'ho portato con me nel mio giro al Vomero. Le dirò che l'ho trovato un libro ampiamente lacunoso, con tante discutibili operazioni che non sono state nemmeno menzionate (tipo Banco di Napoli) e mi sembra un regolamento di conti interno alla sinistra in atto già da tempo.
http://www.casadelleliberta.net
.


Il paragone con città che hanno avuto la forza di risollevarsi mi piace, confesso. Anche se credo che si debba partire più a fondo, per Napoli, una città prigioniera - anche - della sua cultura del lassismo e di quello che Bocca chiama - magistralmente - il "pur isso adda campà". Io credo che Bocca non volesse coprire l'intero raggio delle problematiche napoletane. E non lo vedo così 'militante'. Finestra elettorale virtuale a parte, un grazie al Senatore. Ed alla sua disponibilità.

Postato da: pasquallido a 23:16 | link | commenti (7) |
attualità, antropologia & affini