A volte bisogna rallegrarsi della propria follia per essere contenti della propria saggezza

Il blog di Pasquale Raicaldo

IL POST FOTOGRAFICO

Gli occhi di Sara

Basta! Parlamento pulito

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Tag per i feed

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

Locations of visitors to this page

La freddura

Gesù alla Maddalena: "Bella, la Sardegna!"

La frase

Non so se l'erba campa e il cavallo cresce, ma bisogna avere fiducia

(mio cugino Fabio)

Archivio

Tag per l'archivio

oggi
maggio 2007
aprile 2007
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005


Heracleum blog & web tools
venerdì, 31 marzo 2006

Ven(e)to di passione



Torno a postare, ultimamente non ho molte occasioni per farlo. Si apre un periodo meno intenso, fortunatamente. Vi racconto, però, di quattro giorni in giro per il Veneto, con la mia Sara, che mi hanno fatto conoscere Venezia: un delitto non esserci stato prima, ma era proprio come l'avevo immaginata. Una città che era entrata in me, insomma, ancor prima che la conoscessi. Una città dai mille angoli, in cui il mare ti entra dentro (spesso non solo metaforicamente), unica nel suo genere. E poi Verona: più bella di quanto non si dica in giro, chissà perchè. La 'esse' dell'Adige circonda una città ricca di chiese da visitare, di angoli caratteristici, di isole pedonali. Perchè una città, il suo centro almeno, deve poter essere girato a piedi, senza ansie o clacson irriverenti. E poi una capatina sul Garda, tanto per gradire. Nella malinconia del day after, ringrazio di cuore Isa e Flavio,  due veronesi doc che hanno ospitato  nel miglior modo possibile una coppia di terroni, di cui uno 'napoletano'.
Le dieci cose che non dimenticherò:
1) Lo spritz, aperitivo alcolico tutto veneto.
2) Il masochismo di chi, in Piazza San Marco, si fa ricoprire interamente di piccioni. E sorride.
3) La Pala d'oro, nella Basilica.
4) Il gondoliere sgrammaticato, che a domanda rispondeva tutt'altro.
5) Aver trovato una pensione (economica) a due minuti due da Piazza San Marco.
6) Grigliata di carne, innaffiata da buon vino.
7) L'ospitalità di Isa e Flavio.
8) La disinvoltura con cui, a Murano, hanno fatto davanti ai miei occhi un cavallino e un cigno, in vetro, in un minuto netto.
9) Verona dall'alto.
10) Il tempo trascorso con Sara.

Postato da: pasquallido a 09:28 | link | commenti (9) |
ciò che succede intorno a pas, gli scatti di pasquallido

mercoledì, 08 marzo 2006

I miracoli dell'Olimpiade

Sbiadisce, lentamente, il ricordo delle Olimpiadi. Ma viva è la sensazione di aver vissuto un miracolo. Anzi più miracoli:
1) Vedere i piemontesi entusiasmarsi, in blocco. E vivere la città, senza lo sguardo fisso sull'orologio.
2) Appassionarsi e discutere, anche animatamente, per uno sport che, se l'avessi inventato io, la neuro mi sarebbe alle costole. Viva il curling, insomma.
3) Allo stesso tavolo, americani e tedeschi (ubriachi) e un paio di cappellini istituizionali della Guardia di Finanza, che girano. I legittimi proprietari, ubriachi anch'essi, fanno baldoria all'insegna di un volemose bene nonostante non capisca un cazzo di quello che state dicendo. W l'Italia, insomma. E la divisa, of course.
4) Le notti bianche, una città che straborda. Ma ordinata, nel suo caotico delirio. Una roba del genere, a Napoli, avrebbero dovuto ricostruirla dalle fondamenta, all'indomani, la città.
5) Ho visto il fervore nazionalistico sul viso di chi, fino ad un giorno prima, pensava che bob fosse al massimo il nome del cane del vicino e immaginava la Fusar Poli una sala del Politecnico di Torino. W le Olimpiadi.
6) Bragagna, commentatore di Raisport, è impazzito in un delirio di onnipotenza nel quale si è immaginato re indiscusso di tutti gli sport, alla faccia di un Bizzotto qualunque. E la sigla dei Flinstones è diventata, come per incanto, lo stacchetto ideale per il curling.
7) La neve. Le Olimpiadi. La città illuminata a festa. Tanta gente. L'avevo sognato, da bambino.
8) Vedere i contestatori, no-global e quant'altri, quelli per cui il mondo va allo scatafascio, zittirsi e guardarle le Olimpiadi, perchè i portici di Via Po sono rimasti immacolati e lo spirito olimpico, forse, non è un'invenzione retorica.
9) Voglia di stupire, ovunque. Anche esibendo una modella in intimo, nella vetrina.
10) Fare coda ovunque. Senza batter ciglio.

Postato da: pasquallido a 00:12 | link | commenti (13) |
attualità, ciò che succede intorno a pas, gli scatti di pasquallido, pasquallido e humour

domenica, 05 marzo 2006

La pillola 'sanremese'
Vorrei avere il becco, ma come la mettiamo con l'aviaria?

Postato da: pasquallido a 09:51 | link | commenti (3) |
pasquallido e humour