A volte bisogna rallegrarsi della propria follia per essere contenti della propria saggezza

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Heracleum blog & web tools
domenica, 30 aprile 2006

 E' un giorno di lutto e di dolore per la comunità ischitana, raggelata da morti assurde e dalla potenza devastante della natura. Ma, ancor di più, dalla presuntuosa pretesa di poterla mortificare, la natura, attraverso la mano dell'uomo, spesso incurante degli effetti cui va incontro pur di rispondere al martellante imperativo di 'costruire. Abbiamo scritto, con l'amico Gianpiero, queste righe, inviandole ai giornali.

Tragedia di Ischia: al bando l’ipocrisia

Non c’è sorpresa. Almeno per chi come noi  l’isola d’Ischia la vive. Sulla tragedia di ieri incide la fatalità, certo, ma – ipocrisie a parte – non si può negare che il tutto rientri nell’ordine del possibile, dell’atteso addirittura.

E’ noto da tempo che la piaga dell’abusivismo edilizio, oppressivo e spregiudicato sul territorio, prima o poi avrebbe finito col ritorcersi contro: quanto abbia inciso la mano incurante dell’uomo, lo si stabilirà in questi giorni.

Certo è che l’isola d’Ischia è un patrimonio immenso, un posto di sublime bellezza lasciato da troppi anni ad un destino segnato dalle casette cubiche innalzate frettolosamente nella notte e dagli scheletri di cemento armato mai completati e destinati a far parte del arredo urbano per decenni, fin quando una legislazione frettolosa e sprecona non decida di ferire ancora l’isola, una seconda volta, con un condono edilizio. E’ questa la fine della nostra isola? Per quanti anni vedremo ancora le istituzioni tacere davanti a scempi quasi quotidiani che vengono commessi sotto gli occhi indifferenti di una popolazione troppo spesso omertosa e accomodante? Tutti lo sanno. Ad Ischia il divieto diventa consuetudine con una facilità imbarazzante…ed ecco che chi possiede anche un minuscolo terreno,  pochi metri quadrati, vede già la possibilità di ricavarne una palazzina a due piani dalle dubbie qualità architettoniche e strutturali con evidenti ripercussioni tra l’altro sull’immagine dell’isola che sappiamo dipendere soprattutto dal turismo.  Ci chiediamo (e speriamo che questo serva quanto meno da spunto di riflessione) per quanto tempo ancora la speculazione edilizia continuerà ad essere una regola per gli ischitani. Per quanto tempo ancora le istituzioni politiche chiuderanno gli occhi su tutti questi scempi urbanistici? Quante case verranno ancora sotterrate dal fango delle colline e dal fango dell’ignoranza?


 

Postato da: pasquallido a 17:05 | link | commenti (12) |
attualità, ciò che succede intorno a pas, ischia mon amour

venerdì, 28 aprile 2006

La freddura
Caro Marini, l'importante è essere FRANCO.

Postato da: pasquallido a 23:19 | link | commenti |

Volo a Barcellona (alla faccia vostra)

Ne parleremo domattina a "Tv talk" (Raitre 7:30-9), insieme - come al solito - ad altri argomenti.
Io direi che un plauso grondante invidia dobbiamo pur farlo a questo trentenne dal linguaggio e dai modi informali che ha fatto del cazzeggio non una filosofia di vita (come tanti) quanto uno specifico contenuto televisivo, su cui imperniare un'intera trasmissione (un'ora e mezza, tre volte alla settimana: mica noccioline...). Insomma, tanto di cappello ad uno che guadagna divertendosi e si diverte guadagnando, peraltro a Barcellona. Se poi rivestiamo Italo-spagnolo di  ambizioni sociologiche, beh, il discorso cambia: è una tv che tiene compagnia, per i contenuti rivolgersi altrove.

Postato da: pasquallido a 20:09 | link | commenti (5) |
attualità, tv talking

martedì, 25 aprile 2006

Il ritorno di Crozza



Maurizio Crozza di nuovo in tv. Per un programma tutto suo. Ai crozziani come me, Crozza Italia piace: due ore di personaggi (riappare il mitico Zichichi), monologhi, interviste marzulliane e quant'altro in una scenografia spartana (roba da La7, dice con ironia). Storceranno il naso: il centrodestra (ovviamente), i parlamentari che escono con le ossa rotte dalla parentesi Gomez-Travaglio (due volte in tv in due giorni, sta cambiando il vento?) e quelli che non viaggiano sulla lunghezza d'onda del comico, che in effetti molto dà per scontato autocompiacendosi ed immaginando che tutti, da casa, conoscano lui e le sue gag. Non è sempre così.

Postato da: pasquallido a 22:45 | link | commenti (2) |
ciò che succede intorno a pas, tv talking

domenica, 23 aprile 2006

La perla
Vergassola a Tommasi: "Pensi di avere qualche possibilità per i Mondiali, o l'abbonamento a Sky ti scade prima?".

Postato da: pasquallido a 23:28 | link | commenti |

sabato, 22 aprile 2006

Se lo spot vende emozioni

La nuova pubblicità istituzionale dell'Enel è, a mio avviso, una delle più belle degli ultimi anni. Le tre storie catturano l'attenzione (grazie anche alla mirabile voce di Giannini, of course), emozionano e fanno riflettere. Sono ben scritte, insomma: a cominciare da quella dello studioso chiuso in sè stesso e nella sua casa salvo poi scoprire, grazie al suo ventilatore, un mondo nuovo.
Colpisce che il brand non sia quasi reclamizzato, ma solo evocato tramite, ad esempio, l'esaltazione del valore dell'energia. Quando le pubblicità regalano storie, quando questo sono ben fatte e quando, addirittura, riescono ad emozionare, beh, ben venga la vituperata interruzione.

Postato da: pasquallido a 21:09 | link | commenti (1) |
attualità, tv talking

Dal "Delle Alpi"
Pomeriggio adrenalinico in una Torino assolata al "Delle Alpi". Finisce con un altro pareggio, ci avviciniamo al traguardo 'cotti'... anche se ho visto una Juve in ripresa. Speriamo bene.

Postato da: pasquallido a 18:22 | link | commenti (4) |
calcio e simili

mercoledì, 19 aprile 2006

E scusate il ritardo


Il mio, intanto: questo post meritava una puntualità che non ho potuto garantire. E quello dell'Ischia, of course: otto anni di Inferno prima di uscire dall'Eccellenza e riproporsi in un calcio che conta un pochino in più. Un punto di partenza, ovviamente: ma veder gioire l'isola, e farlo con loro, dopo una nottata pazza in treno fatta per esserci, a San'Anastasìa (ma non poteva essere altrimenti), è stato di per sè appagante. Esagerato, dirà e ha detto qualcuno: io dico di no, perchè credere in qualcosa è intrinsecamente bello: già, anche una squadra che vince il campionato di Eccellenza.
C'ero, e l'ho raccontata quella gioia sfrenata che si è protratta per una settimana: da Sant'Anastasia alla gara interna col Capri, alla faccia degli ipercritici di cui è - ahimè - piena la nostra isola e che non hanno perso l'occasione per lanciare sospetti, per creare mugugni. Anche nel clima della festa grande.



Dal 'Golfo' di lunedì 3 aprile:

"Quella che vi raccontiamo è una storia di attese, sorrisi, urla e cortei, di due colori, il giallo e il blu, che si abbracciano e si fondono, avvolgendo l’isola nel suo giorno più bello; ma quello che vi raccontiamo oggi è, a ben vedere, solo l’attesissimo lieto fine di una storia che, come e forse più di tutte le storie che si rispettino, quasi nasca dalla penna di un sadico sceneggiatore, ha visto prolungarsi angosciosamente il percorso dei suoi protagonisti, disseminandolo di ostacoli via via più difficili tanto da far vacillare anche l’idea che, in fondo, si trattasse di una storia a lieto fine.
[...]
E’ una storia che ha un protagonista piccolo e tarchiato, come il brutto anattrocolo della favola verrebbe a dire, ma nel giorno del lieto fine, con quel numero dieci sulle spalle, la metamorfosi nel più regale dei cigni è perfettamente compiuta. In barba al trito e ritrito adagio lasciatoci in eredità dagli antichi romani, il suo profeta in patria Ischia ha scoperto di averlo; e le movenze e le phisique du rôle ricordano qualcuno che, da queste parti, è un delitto non ricordare. “Buonocore subito santo” richiede convinto uno striscione di Sant’Anastasia: l’iter è decisamente lungo, visti i precedenti, ma portare Ischia al settimo cielo è un buona credenziale, oltrechè un piccolo, grande privilegio, per chicchessia. Sorride, Enrico, e festeggia ebbro di gioia, col sottofondo canoro che accompagnava proprio le gesta di Maradona; e vederlo così, professionista navigato abituato ad altri palcoscenici, è un toccasana per chi crede che, in fondo, questo sport qualche valore continui a trasmetterlo.
Ha il volto pulito di questo figlio di Ischia la promozione più dura e più difficile e non è un caso che il suo splendido sinistro (giù il cappello) dia il là alla vittoria con la ‘v’ maiuscola, quella che “giochiamo contro i penultimi, ma il discorso chiudiamolo oggi”, quella che “non mi sembra vero, ma ce la stiamo facendo”.
[...]

Questa è anche una storia di ebbrezza e di felicità, e – per definizione – l’ebbrezza consente voli pindarici. Se li consentano, gli ischitani, perché oggi possono farlo, dopo aver masticato amaro per anni. Proseguino, i caroselli di ieri, idealmente ma non solo, fino alla gran festa di sabato. Perché è tempo di buttar fuori la rabbia di anni di cocenti delusioni; è tempo di festa.
Ecco, quella che vi raccontiamo è, soprattutto, la storia di una grande festa".

 



Le splendide foto della festa di Sant'Anastasìa, di un traghettone stracolmo che fa il giro dell'isola e della festa-promozione al "Mazzella" sono di quel gran mago dell'obiettivo che risponde al nome di Franco Trani.

 

 

Postato da: pasquallido a 12:58 | link | commenti (5) |
il mondo di pasquallido, calcio e simili, ischia mon amour