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domenica, 23 luglio 2006

110. Cum laude.



Ci siamo. Ci si risveglia da laureati, dopo un vorticoso succedersi di volti, espressioni, emozioni, con la lancetta dei minuti che sembrava, nei giorni scorsi, accelerare di sua iniziativa.
E' successo tutto in fretta. Il mio "Dottò, faciteme capì", i complimenti della commissione ma soprattutto il calore umano di cinquanta persone che mi sono state vicine nel momento più importante.
Porterò dentro di me le emozioni di una torrida mattinata di mezza estate, gli abbracci sinceri di un gruppone che ha affollato la sala lauree mentre, costretto nel mio vestito beige, sudavo come non mai (ah, se nei corridoi di Palazzo Nuovo ci fosse stata l'aria condizionata).
E siamo qui, oggi, al risveglio dopo i festeggiamenti: cosa è stato e cosa sarà, le domande che circolano nella mente. Un grazie, sentito, a quelli (tanti, tantissimi) che mi sono voluti stare vicino mentre tagliavo il traguardo. Grazie a tutti, vi voglio bene.

Postato da: pasquallido a 11:19 | link | commenti (7) |
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