A volte bisogna rallegrarsi della propria follia per essere contenti della propria saggezza

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mercoledì, 18 aprile 2007

Sacro e profano: chi l’ha detto che non si può?
 

La dicotomia tra sacro e profano è uno dei capisaldi della nostra società, ci hanno insegnato. Ma in tempi in cui la bussola, ahinoi, sembrano perderla un po’ tutti, può capitare l’irreparabile.
 Non che sia un perbenista, sia chiaro; né uno che storce il naso di fronte al dilagare imperante dell’immagine femminile sui muri delle nostre citta'. Però, ecco, signori miei: se il profano invade il sacro con puerile irriverenza e sulle pareti di una chiesa in ristrutturazione spunta, orgogliosamente malizioso, il primo piano di una notevole biondona, beh, forse stiamo un pochino esagerando. Una trovata commerciale rivolta al target degli uomini tra i 25 e i 50 anni, sempre più lontani dalle nostre chiese? Per carità …di Dio. Una gaffe? Probabilmente. Al mio occhio attento (e malizioso, of course), in giro per Roma, non e’ comunque sfuggito.
Evitino cortesemente, i miei gentili e pazienti lettori, di parlare di figa della madonna.

Postato da: pasquallido a 22:47 | link | commenti (3) |

venerdì, 13 aprile 2007

Sei mesi di lavoro, anche duro. E ti accorgi che hai meno tempo per te e gli altri. E per il blog, chiaramente. Un bel periodo, comunque. Contratto a progetto, of course. E allora, rieccoci qui. E il punto interrogativa che aleggia inquietante alle nostre spalle? Beh, facciamoci l'abitudine.

Non e' mica un problema, del resto, non poter pianificare la propria vita a 360 gradi? No, non lo e'. Ma non mi si venga a parlare dei problemi delle commesse e dei lavoratori stagionali, perchè se non arriva la gratificazione per chi studia, beh, allora nel sistema c'è qualcosa di piu' fondamentale che viene a mancare.

E allora: diritto delle aziende assumere a tempo determinato o a progetto. Pero c'e' qualcosa che non va quando viene meno, sul mercato, l'attenzione alla risorsa interna, proprio perche questa e' fisiologicamente volatile; e' allora che diventa maledettamente fallato il sistema.

C'e' qualcosa che non va quando una casa editrice che si chiama Zadig approfitta di un bando e di una borsa di studio finanziata da un ente esterno per promuovere uno stagista interno, dopo accurata selezione alla quale chi scrive e' malauguratamente (quanto casualmente) arrivato secondo.

Parentesi autobiografica chiusa. Avrei voluto scrivere, a fine anno, che delle 10 cose che chiedevo al 2006 (blog docet) una buona parte si e' realizzata. Mi sono laureato, ho viaggiato, ho trovato (temporaneamente) lavoro. Eppoi l'Ischia e' salita in D (a proposito, gran campionato!), Berlusconi ha perso le elezioni. E ho visto, intorno, tanti sorrisi. Molti dei quali sinceri. Ce n'e' abbastanza per accontentarsi, no?

Postato da: pasquallido a 14:57 | link | commenti (1) |
ciò che succede intorno a pas, il mondo di pasquallido

Ricominciamo

Un silenzio può racchiudere tante cose. In un silenzio c'e' una preghiera. In un silenzio c'è l'assordante rumore del nulla. In un silenzio c'è la consapevolezza di non volere, potere o sapere dire nulla. In un silenzio c'è attesa. Allo stadio, il silenzio fa da preludio al boato. A volte il silenzio è soltanto l'insormontabile scoglio tra il voler dire qualcosa e averne tempo e voglia di farlo. Questo è il mio caso. Perdonatemi, si ricomincia.

Postato da: pasquallido a 14:33 | link | commenti |