La dicotomia tra sacro e profano è uno dei capisaldi della nostra società, ci hanno insegnato. Ma in tempi in cui la bussola, ahinoi, sembrano perderla un po’ tutti, può capitare l’irreparabile.
Non che sia un perbenista, sia chiaro; né uno che storce il naso di fronte al dilagare imperante dell’immagine femminile sui muri delle nostre citta'. Però, ecco, signori miei: se il profano invade il sacro con puerile irriverenza e sulle pareti di una chiesa in ristrutturazione spunta, orgogliosamente malizioso, il primo piano di una notevole biondona, beh, forse stiamo un pochino esagerando. Una trovata commerciale rivolta al target degli uomini tra i 25 e i 50 anni, sempre più lontani dalle nostre chiese? Per carità …di Dio. Una gaffe? Probabilmente. Al mio occhio attento (e malizioso, of course), in giro per Roma, non e’ comunque sfuggito.
Evitino cortesemente, i miei gentili e pazienti lettori, di parlare di figa della madonna.