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mercoledì, 18 aprile 2007

Sacro e profano: chi l’ha detto che non si può?
 

La dicotomia tra sacro e profano è uno dei capisaldi della nostra società, ci hanno insegnato. Ma in tempi in cui la bussola, ahinoi, sembrano perderla un po’ tutti, può capitare l’irreparabile.
 Non che sia un perbenista, sia chiaro; né uno che storce il naso di fronte al dilagare imperante dell’immagine femminile sui muri delle nostre citta'. Però, ecco, signori miei: se il profano invade il sacro con puerile irriverenza e sulle pareti di una chiesa in ristrutturazione spunta, orgogliosamente malizioso, il primo piano di una notevole biondona, beh, forse stiamo un pochino esagerando. Una trovata commerciale rivolta al target degli uomini tra i 25 e i 50 anni, sempre più lontani dalle nostre chiese? Per carità …di Dio. Una gaffe? Probabilmente. Al mio occhio attento (e malizioso, of course), in giro per Roma, non e’ comunque sfuggito.
Evitino cortesemente, i miei gentili e pazienti lettori, di parlare di figa della madonna.

Postato da: pasquallido a 22:47 | link | commenti (3) |


Commenti
#1   21 Aprile 2007 - 12:12
 
Ecco, il punto potrebbe essere...come decidere i limiti entro cui regolare le affissioni pubblicitarie? Roba difficile...se non altro perchè le chiese NON sono proprietà del Vaticano, cosa che indurrebbe, qualsivoglia legge in merito, a differenziare tra tutti i luoghi di culto anche quelli non cristiani...per dirla breve, tutto viene rimandato al buon gusto dei professionisti, ma si sa il mercato ha le sue regole e poco si può fare...una legge in tal senso sarebbe impossibile. E poi...quale cattolico si sentirebbe offeso da questa foto?
utente anonimo

#2   21 Aprile 2007 - 13:03
 
Questione di buon senso e buon gusto, solo quello.
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#3   16 Luglio 2007 - 13:36
 
mmm...resto un attimo perplesso nel leggere questo tuo intervento.Concordo pienamente nel ritenere inopportuna una pubblicità di così basso livello,ma ritengo che la vergogna siano affissioni di qualsiasi genere(non è una semplice questione di tette)in luoghi di interesse storico in ristrutturazione.Intendo questa nuova perversione come una sorta di induzione e sfruttamento della prostituzione della storia e dell'arte.
fedor
utente anonimo

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